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Perché il Made in Italy ha così tanto successo in Ungheria?

Se l’Italia per molti aspetti è un Paese che presenta molti problemi, primo fra tutti l’alta tassazione che impedisce a piccoli e grandi imprenditori come te di fare impresa in modo sereno, è anche vero che i prodotti italiani sono fortemente apprezzati in tutto il mondo. E sono davvero tanti i nostri connazionali che hanno deciso di puntare sui mercati esteri e sul brand “made in Italy”.

La verità è che l’Italia all’estero vende, e vende anche tanto! A confermarlo sono i numeri.

L’export dei prodotti italiani è in continua crescita

I dati pubblicati recentemente da Istat ed Eurostat, hanno infatti visto l’Italia chiudere il 2017 con un surplus della propria bilancia commerciale di 47,5 miliardi di euro. Questo dato conferma il nostro Paese al terzo posto in Europa per avanzo commerciale dopo la Germania e l’Olanda.

Già nel triennio 2014 – 2016 le esportazioni italiane avevano registrato un aumento di 26,7 miliardi di euro, il secondo miglior valore assoluto tra i quattro maggiori Paesi dell’Eurozona dopo la Germania.

Nel 2017, rispetto al 2016, l’export è inoltre cresciuto del 7,4% in valore e del 3,1% in volume, registrando un incremento del 6,7% verso i Paesi dell’Unione Europea e dell’ 8,2% verso i Paesi extra UE. In particolare si è registrata una forte crescita delle esportazioni verso Cina (+22,2%) e Russia (+19,3%) e poi verso Spagna (+10,2%), Stati Uniti (+9,8%), Svizzera (+8,7%) Germania (+6,0%) e Francia (+4,9%).

L’incremento maggiore ha riguardato il settore farmaceutico (+ 16%), quello automobilistico (+ 11,3%), i prodotti chimici (+ 9 %), i metalli di base e prodotti in metallo (+8,7%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,5%).

I dati dell’export italiano

Complessivamente le imprese italiane nel 2017 hanno esportato merci per un valore di 448,1 miliardi di euro, importando beni per 400,6 miliardi di euro. Particolarmente performante è il dato del surplus commerciale del settore manifatturiero che, con 90,5 miliardi di euro nel 2016 e 100 miliardi nel 2017, colloca l’Italia al quinto posto nel mondo dopo Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone.

Nel decennio 2007 – 2017 siamo passati  dal ventesimo al terzo posto per i risultati della bilancia commerciale tra i Paesi dell’Unione europea. Infatti l’Italia letteralmente “vola” da un disavanzo di 8,6 miliardi nel 2007 a un attivo di 47,5 miliardi nel 2017, con un incremento in termini assoluti di oltre 56 miliardi, addirittura superiore alla Germania che nello stesso periodo ha registrato un aumento del proprio surplus di 54,7 miliardi.

In termini assoluti, dal 2007 al 2017, l’export italiano è cresciuto di 83,4 miliardi passando da 364,7 miliardi nel 2007 a 448,1 miliardi nel 2017 con un incremento del 22,9%.

I prodotti italiani che hanno successo all’estero

Nel rapporto “Italia 2017 – Geografie del nuovo made in Italy”, realizzato da Fondazione Symbola, da Unioncamere e dalla Fondazione Edison, emerge che su un totale di 5.117 prodotti, l’Italia vanta 844 prodotti che si sono classificati primi, secondi o terzi al mondo per saldo commerciale attivo con l’estero, il cui valore ammonta complessivamente a 161 miliardi di dollari.

Tra questi, 210 prodotti occupano il primo posto, con un attivo di 51 miliardi di dollari, 344 si collocano in seconda posizione determinando un avanzo commerciale di 68 miliardi di dollari, mentre i 290 prodotti che si collocano al terzo posto al mondo per saldo commerciale, determinano un surplus di 42 miliardi. Su questi 844 prodotti, 247 rientrano nel comparto abbigliamento-moda, 63 nell’agroalimentare e 41 nell’arredo-casa, e determinano da soli un attivo commerciale di 67,4 miliardi di dollari.

Questi risultati sono stati ottenuti grazie all’impegno quotidiano di migliaia di imprese, piccole, medie e grandi che, nonostante la crisi e tutte le difficoltà create dalla burocrazia e dall’elevatissimo livello di imposizione fiscale, riescono a dimostrare quelle doti di creatività, flessibilità, innovazione, e un’attenzione costante alla qualità che fanno del made in Italy un caso unico sui mercati globali.

Le esportazioni italiane in Ungheria

Anche l’Ungheria da alcuni anni rappresenta uno dei mercati di sbocco più interessanti in termini di prospettive di crescita per i prodotti italiani. Nel 2017 le esportazioni italiane in Ungheria hanno registrato un incremento del 10,5% rispetto al 2016, superando il valore di 4,4 miliardi di euro e determinando l’avanzamento di una posizione dell’Italia, che passa dal nono all’ottavo posto tra i Paesi fornitori, con una quota di mercato del 4,8%.

In particolare, nel 2017 le esportazioni italiane in Ungheria vedono salire:

  • del 30,1% i prodotti della siderurgia e prodotti in metallo, che raggiungono il valore di 824,2 milioni di euro;
  • del 33,18% i metalli di base per un valore di 536,8 milioni;
  • del 16,6% i veicoli per un valore di 523,2 milioni;
  • del 4,6% i prodotti chimici per un valore di 408,3 milioni;
  • del 10,14% le apparecchiature elettriche per un valore di 344,2 milioni;
  • del 9% i prodotti in gomma per un valore di 248,8 milioni;
  • del 15,7% l’abbigliamento e le calzature per un valore di 289 milioni;
  • del 4,7% i prodotti alimentari trasformati, bevande e tabacco per un valore di 243,5 milioni.

Il successo dell’italian style in Ungheria

Già nel “Rapporto Export 2016-2019” di SACE, l’Ungheria, grazie agli investimenti internazionali, alla realizzazione di nuove infrastrutture e alle riforme adottate in questi anni, veniva individuata come l’“Europa emergente” in grado di rappresentare uno sbocco importante per un export italiano in forte ascesa.

Oltre a quello che ormai viene definito “l’altro made in Italy”, ossia prodotti industriali, beni strumentali, apparecchiature ecc., non immediatamente assimilabile all’italian style, cresce in maniera diffusa tra gli ungheresi la domanda di quel made in Italy più classico, proprio quello che ha contribuito a costruire l’immagine dell’Italia nel mondo e che è rappresentato soprattutto dai nostri prodotti agroalimentari, dalle calzature, dall’abbigliamento e dall’arredamento.

L’italian style in Ungheria (che, vale la pena di ricordare, è un mercato con 10 milioni di consumatori e dove i consumi sono in forte espansione), si afferma in maniera crescente e affonda le sue radici negli ottimi rapporti che hanno sempre contraddistinto le relazioni tra i due Paesi e nello sviluppo dei flussi turistici tra i due Paesi, facilitati dall’apertura di nuove rotte aeree che a Budapest oggi collegano oltre alla più classica delle destinazioni italiane, Roma, anche località del Sud Italia, come Bari, Napoli, Palermo e Catania.

Esporta il made in Italy in Ungheria!

Il made in Italy quindi rappresenta un’opportunità unica di investimento che è meglio non lasciarsi sfuggire.

Noi di APRIRE IN UNGHERIA supportiamo gli imprenditori che vogliono esportare i loro prodotti in Ungheria. Ti aiuteremo a risolvere tutti gli aspetti legali e burocratici in uno Stato che offre decisamente molti vantaggi rispetto all’Italia, come abbiamo più volte descritto in questo blog.

Tu dovrai solo focalizzarti sul core business della tua azienda e concentrarti per massimizzare i profitti. A tutto il resto pensiamo noi.

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