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Ungheria o Albania? Dove conviene investire? Qualche informazione utile per valutare e decidere

Tra le tante domande che si pone chi valuta un possibile investimento in Ungheria, ce n’è una ricorrente: siamo sicuri che non ci sia un Paese dove sia molto meglio andare a realizzare i propri piani di impresa?

Uno dei raffronti più frequenti è quello che si fa tra Ungheria e Albania.

Proviamo allora a comparare alcuni aspetti distintivi delle due realtà, così come emergono da infomercatiesteri.it, il sito web del Ministero degli Affari Esteri italiano dedicato alla internazionalizzazione delle imprese italiane.

I vantaggi dell’Ungheria…

  • È un Paese europeo con buone prospettive di sviluppo, in cui l’Italia gode di notevole popolarità;
  • Ha una posizione geografica e strategica ideale per la logistica;
  • Ha risorse umane qualificate, un basso costo del lavoro e un’elevata produttività rispetto al salario;
  • Il Governo ungherese adotta una politica di incentivi finalizzata ad attrarre investimenti;
  • Tassazione favorevole
  • L’Ungheria gode di consistenti contributi dell’Unione Europea, dai fondi strutturali e dal fondo di coesione.

…e quelli dell’Albania

  • Posizione centrale nel Mediterraneo;
  • Diffusione di manodopera a costi contenuti;
  • Buona tenuta dell’economia e compatibilità con il sistema produttivo italiano;
  • Tassazione favorevole;
  • Diffusione della lingua italiana tra la popolazione locale.

Le principali opportunità in Ungheria…

Cosa vendere:

  • Macchinari e apparecchiature;
  • Servizi di informazione e comunicazione;
  • Prodotti alimentari, Costruzioni, Mobili.

Dove investire:

  • Computer e prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi;
  • Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici;
  • Trasporto e magazzinaggio, autoveicoli, rimorchi e semirimorchi;
  • Settore Edilizio / Real Estate (compravendita immobili da ristrutturare destinata alla rivendita/ locazione)  
  • Altre attività nel settore dei servizi / Turismo

… e quelle in Albania

Cosa vendere:

  • Prodotti alimentari;
  • Istruzione;
  • Prodotti tessili;
  • Macchinari e apparecchiature;
  • Altre attività nel settore dei servizi.

Dove investire:

  • Costruzioni;
  • Prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura;
  • Prodotti tessili;
  • Flussi turistici;
  • Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili).

A fronte di questo quadro generale, che la Farnesina traccia utilizzando informazioni qualitative e quantitative di varie fonti e interviste a operatori in loco realizzate dal World Economic Forum – Global Competitiveness Index, possiamo provare a fare alcune considerazioni.

L’Ungheria è nella UE e nello spazio Schengen

In entrambi i Paesi gli italiani godono di un’ottima considerazione e sono ben accetti, tuttavia occorre sottolineare che l’Ungheria fa parte a pieno titolo dell’Unione Europea e rientra nell’area Schengen, in cui è garantita la libera circolazione delle persone e delle merci,  mentre l’Albania no. Questo è un aspetto non solo formale, ma diventa sostanziale soprattutto per quanti si recano in questi Paesi non soltanto per turismo ma per realizzare stabilmente degli investimenti. In Albania, in particolare, la Farnesina segnala problemi di natura doganale.

Il costo e le caratteristiche della forza lavoro

Il costo del lavoro è sostanzialmente basso in entrambi i Paesi, ma in Ungheria il sistema scolastico e universitario è, rispetto all’Albania, a un livello sicuramente migliore e soprattutto in settori come ingegneria, ICT, farmaceutica è sicuramente più facile trovare forza lavoro qualificata in Ungheria piuttosto che in Albania. Inoltre, in Ungheria circa i 2/3 dei lavoratori hanno almeno un’istruzione secondaria, tecnica o professionale, anche se questo ha iniziato a provocare quel fenomeno che in Italia conosciamo bene e da tempo, definito “fuga di cervelli”.

Oltretutto, se in Albania è certamente più diffusa la conoscenza della lingua e della cultura italiana, in Ungheria, anche grazie al grado di istruzione mediamente più elevato,  è sicuramente maggiore la conoscenza della lingua inglese.

Anche per questo, generalmente gli italiani che parlano correttamente l’inglese non incontrano particolari problemi in Ungheria, oppure in caso contrario possono risolvere utilizzando un assistente o un collaboratore locale.

La logistica nei due Paesi

È vero che l’Albania è molto vicina all’Italia – che anche per questo rappresenta il suo primo partner commerciale e il primo investitore per numero di imprese – e che i porti di Durazzo e Valona hanno la loro importanza nei Balcani e sono punti d’accesso per il Corridoio VIII, ma l’Ungheria ha una posizione geografica e strategica eccellente per la logistica.

L’Ungheria è infatti attraversata da quattro corridoi pan-europei:

  • il corridoio n. 4 che connette Berlino al Mar Nero;
  • il corridoio n. 5 che connette le regioni dell’’Adriatico con l’’Ucraina;
  • il corridoio n. 7 che lungo il fiume Danubio va dalla Germania al Mar Nero;
  • il ramo B del corridoio n. 10 che attraversa la Serbia e arriva a Salonicco.

La presenza e la qualità delle infrastrutture

Mentre l’Albania presenta gravi carenze infrastrutturali, soprattutto per la viabilità interna caratterizzata dalla prevalenza di strade non asfaltate e per la rete ferroviaria fortemente obsoleta, l’Ungheria è dotata di una ottima rete stradale, di un’efficiente rete ferroviaria che copre tutto il territorio nazionale e di 6 aeroporti internazionali, che garantiscono frequenti collegamenti con molte città italiane.

La tassazione in Ungheria è più favorevole

Per ultimo proviamo a comparare il fattore che più di ogni altro influisce sulla localizzazione di un investimento: la tassazione.

Sia l’Albania che l’Ungheria vengono considerati Paesi in cui si gode di una tassazione favorevole rispetto all’Italia.

In Albania l’aliquota d’imposta sul reddito per le grandi imprese è pari a 15%, mentre l’imposta semplificata sull’utile per le piccole imprese (ma parliamo di imprese davvero piccole, che realizzano un fatturato annuo lordo inferiore a € 60.000) si attesta al 5%. La Farnesina inoltre evidenzia per l’Albania problematiche fiscali e ritardi nei rimborsi dell’IVA.  

In Ungheria fino al 31 dicembre 2016 vi erano due aliquote sui redditi delle società: la prima pari al 10% sino a una soglia di reddito di 500 mln HUF (circa 1.600.000 euro) e la seconda pari al 19% per redditi superiori. A partire dal 1° gennaio 2017 però per la tassazione sui redditi societari (la denominazione esatta dell’imposta è TAO) si applica un’aliquota unica pari al 9%, che risulta la più bassa in Europa e colloca l’Ungheria tra le destinazioni privilegiate degli investimenti stranieri.

Apri in Ungheria!

Per diverse ragioni l’Ungheria sembra essere il Paese giusto per i tuoi investimenti. Tuttavia è pur sempre un Paese estero e bisogna comunque sapersi muovere all’interno di una legislazione e di una burocrazia diversa da quella italiana.

C’è bisogno di essere affiancati da esperti. Noi di APRIRE IN UNGHERIA ti aiutiamo a trasferire e sviluppare il tuo business in Ungheria.

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