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Ungheria o Slovenia? Qualche dato per valutare dove investire

Nuova tappa del nostro viaggio in Europa per confrontare l’Ungheria con gli altri Paesi che offrono, rispetto all’Italia, condizioni di maggiore sostenibilità a tutte quelle imprese che devono rapportarsi ogni giorno con le regole di un’economia sempre più globalizzata.

Negli articoli precedenti abbiamo già parlato dell’Albania, della Romania e della Slovacchia: stavolta tocca invece alla Slovenia, un Paese da molti visto con grande interesse perché confinante con l’Italia, ma che rispetto ad essa offre migliori condizioni per gli investimenti.

Partiamo anche in questo caso da infomercatiesteri.it, lo spazio che la Farnesina dedica sul web a tutte le imprese che guardano con interesse alle opportunità offerte da una strategia di internazionalizzazione. Come sempre, incroceremo queste informazioni con quelle già in nostro possesso e altre provenienti da altre fonti.

Tutti i vantaggi dell’Ungheria

La strategia messa in atto da diversi anni dal Governo ungherese finalizzata ad attrarre investimenti stranieri ha dato e continua a dare i suoi frutti.

A oggi, infatti, l’Ungheria è comunemente percepita come uno dei Paesi a più forte tasso di sviluppo.

La recente notizia della revisione delle stime di crescita dal 3,4 al 4,3% dell’Ungheria da parte del Fondo Monetario Internazionale è indicativa di una realtà caratterizzata da un forte dinamismo, come già testimoniano i dati a consuntivo del 2017 che ci offrono la fotografia di un Paese dove il PIL è in crescita, così come l’occupazione, i consumi, le esportazioni e soprattutto gli investimenti.  

La popolarità dell’Italia in questo Paese è piuttosto forte, così come il radicamento degli italiani e delle loro imprese che rappresentano un pezzo importante dell’economia ungherese.

Lo dimostra il fatto che, nella bilancia commerciale ungherese, per quanto riguarda le esportazioni, l’Italia dal 2016 al 2017 passa dalla 5^ posizione (con 4.432 mln €) alla 3^ (con 5.135 mln.€), mentre per le importazioni passa dalla 9^ posizione (con 3.999,2 mln.€) alla 8^ (con 4,401 mln.€).

Come forse già sai, inoltre, l’Ungheria è collocata in una posizione invidiabile dal punto di vista logistico e dispone di una buona rete stradale e ferroviaria. È infatti attraversata da quattro Corridoi pan-europei (i Corridoi n. 4, 5, 7 e il ramo B del Corridoio n. 10) e dai Corridoi europei Oriente-Mediterraneo Est, Reno-Danubio e Mediterraneo.

Non bisogna infine dimenticare che la forza lavoro è caratterizzata da una buona qualificazione e da un costo tra i più competitivi in Europa.

I vantaggi della Slovenia

La Slovenia confina ad ovest con l’Italia e proprio grazie a questa contiguità rappresenta per il nostro Paese la porta naturale di accesso ai Balcani.

I rapporti con l’Italia, sicuramente solidi, sono testimoniati anche dalla bilancia commerciale.

I dati 2016 e quelli del 2017 vedono l’Italia tra i partner commerciali della Slovenia in 2^ posizione nel 2016 sia per l’export (con 2.736 mln.€) che per l’import (con 3.715 mln.€), e riconfermano nel 2017 la 2^ posizione sia per l’export (con 3.244 mln.€) che per l’import (con 4.321 mln.€) con incrementi percentuali del 18,5% e del 57,9% rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda la sua posizione, la Slovenia è interessata dal Corridoio pan-europeo n. 5 e dai Corridoi europei Baltico-Adriatico e Mediterraneo.

Fa inoltre parte dell’Unione Europea e dell’area Schengen, e dal 2007 ha adottato l’euro come moneta.

Anche in Slovenia la manodopera è caratterizzata da un buon livello di qualificazione, tuttavia il suo costo, pur se inferiore sia a quello medio dell’Unione Europea che a quello medio dell’area euro, pone la Slovenia nella fascia alta dei Paesi entrati recentemente nella UE.

Le principali opportunità in Ungheria…

Cosa vendere:

  • macchinari e apparecchiature;
  • servizi di informazione e comunicazione;
  • prodotti alimentari, costruzioni, mobili.

Dove investire:

  • computer e prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi;
  • prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici;
  • trasporto e magazzinaggio, autoveicoli, rimorchi e semirimorchi;
  • altre attività nel settore dei servizi.

…e quelle in Slovenia

Cosa vendere:

  • prodotti alimentari;
  • articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia);
  • macchinari e apparecchiature;
  • mobili;
  • costruzioni.

Dove investire:

  • legno e prodotti in legno e sugheri (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio;
  • servizi di informazione e comunicazione;
  • energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili);
  • trasporto e magazzinaggio;
  • attività finanziarie e assicurative.

Partendo da queste istantanee dei due Paesi e attingendo ad altre fonti (soprattutto ai dati forniti dal Rapporto Eurostat 2017), anche nel caso della Slovenia emergono due elementi nel confronto con l’Ungheria che possono rivestire un ruolo determinante nella valutazione di un tuo investimento e della sua localizzazione: il costo del lavoro e il livello di tassazione.

Il costo del lavoro in Slovenia è superiore

I dati relativi al costo del lavoro che emergono dal Rapporto Eurostat per l’anno 2017 danno come risultato un costo medio orario di 17,0 euro in Slovenia contro i 9,1 euro dell’Ungheria.

Entrambi i dati  sembrano buoni rispetto ai 26,8 euro della media europea, ai 28,2 euro dell’Italia e certamente ottimi rispetto ai 42,5 euro della Danimarca.

Non ti deve sfuggire però come la differenza percentuale tra il costo del lavoro in Ungheria e quello in Slovenia sia pari quasi all’87%! Una differenza sicuramente rilevante per chi si sta valutando le opportunità offerte da diversi Paesi europei.

La tassazione è di gran lunga più favorevole in Ungheria

Probabilmente lo sai già: l’Ungheria è il Paese con il minore livello di tassazione sulle società in Europa, con il 9%.

La Slovenia, invece, attualmente si attesta al 19%, con un differenziale di ben 10 punti rispetto all’Ungheria. Un dato notevole!

Per quanto riguarda il reddito delle persone fisiche, a fronte di una flat tax del 15% applicata in Ungheria, in Slovenia vige un sistema di tassazione progressivo che prevede 5 aliquote: al 16% per i redditi fino a 8.021,34 euro e, per la parte eccedente, al 27% fino a 20.400 euro, al 34% fino a 48.00 euro, al 39% fino a 70.907,20 euro e addirittura al 50% per la parte eccedente quest’ultima cifra.

Investi in Ungheria!

Anche rispetto alla Slovenia, quindi, l’Ungheria risulta essere il Paese dove più conviene indirizzare i tuoi investimenti.

Tuttavia, prima di avviare il tuo business devi comunque considerare che l’Ungheria è uno Stato estero dove vigono non solo tassazioni, ma anche norme differenti rispetto a quelle italiane.
Per questo motivo è bene non avventurarsi alla cieca ma affidarsi a professionisti come noi che conoscano a fondo il Paese in cui vuoi investire e che sappiano offrirti un adeguato supporto dal punto di vista burocratico (e non solo).

APRIRE IN UNGHERIA è qui per questo! Se anche tu vuoi investire in questo meraviglioso Paese, affidati a noi.

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